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Teatro: La nuova scena napoletana

 Teatro: La nuova scena napoletana

 

L’omaggio di Rai Cultura a una delle nostre più illustri tradizioni teatrali nei giorni in cui ricorre la 55esima edizione della Giornata mondiale del teatro

Il 27 marzo 2017 ricorre la 55esima edizione della Giornata mondiale del teatro, istituita a partire dal 1961 a sostegno delle arti di scena. L’obiettivo di questa manifestazione è quello di celebrare il teatro in tutte le sue forme e al tempo stesso far comprendere il suo contributo alla comprensione e alla pace tra i popoli.

Nei giorni in cui si celebrerà l’edizione 2017 della Giornata, Rai Cultura si unisce alle iniziative che si terranno in tutto il mondo e conferma il suo impegno a sostegno del teatro in televisione dedicando tre prime serate ad una delle tradizioni teatrali più illustri del nostro paese, la scena napoletana, incontro di eredità novecentesche imprescindibili e talvolta “ingombranti” – come quella di Eduardo De Filippo – e una inesauribile e magmatica innovazione linguistica e scenica all’insegna della sperimentazione. Il ciclo di appuntamenti, dal titolo “Napoli in scena”, sarà proposto per tre lunedì successivi, dal 20 marzo al 3 aprile, in prima serata su Rai5.

L’omaggio di Rai Cultura alla scena partenopea, e il suo impegno a favore della Giornata mondiale del teatro, confermano l’attenzione che da sempre il network rivolge alle arti di scena e allo spettacolo dal vivo, in tutte le loro espressioni, dalla commedia al dramma, dal musical alla prosa. In particolare, il teatro è tra i principali temi d’elezione che caratterizzano l’offerta in prime time di Rai5, canale di Rai Cultura, che ogni settimana ospita ben due appuntamenti fissi dedicati al palcoscenico: la prima serata del lunedì, in genere destinata al teatro civile e d’autore e ai grandi classici, e la prima serata del sabato, dedicata invece al teatro comico e d’intrattenimento e al teatro contemporaneo.

Il ciclo “Napoli in scena” si collocherà nell’offerta del lunedì e si aprirà il 20 marzo alle 21.15 con il documentario in due parti “La nuova scena napoletana”, firmato da Angelo Curti e Felice Cappa con la regia di Margherita Lamagna, che racconta gli anni del “dopo Eduardo” ed esplora i luoghi e i protagonisti del teatro napoletano tra passato e futuro, attraverso le voci dei suoi artefici ed animatori.

La prima parte del documentario descrive il percorso di rinascita, all'indomani del terremoto del 1980, del settecentesco Teatro Nuovo, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, e la sua affermazione quale centro propulsore della ricerca teatrale. La seconda parte attraversa alcuni dei principali luoghi di spettacolo della città, come i leggendari teatri di San Ferdinando e di San Carlo, e declina peculiari esperienze di relazione con gli artisti, il pubblico e le istituzioni, scoprendo connessioni fra i linguaggi del teatro e della musica sull’improbabile ma storico asse teatrale fra Milano e Napoli.  Con Vincenzo Ambrosino, Adele Gallo, Igina Di Napoli, Hilenia Falco, Angelo Montella nella prima parte, e con Melina Balsamo, Alfredo Balsamo, Rosanna Purchia, Lucio Mirra, Claudia Mirra, Mimmo Borrelli nella seconda parte.

Lunedì 27 marzo, proprio nel giorno in cui si tiene la Giornata Mondiale del Teatro, il ciclo propone uno dei più grandi capolavori di Eduardo De Filippo, “Sabato, domenica e lunedì”, con la regia televisiva, realizzata nel 2004, del premio Oscar Paolo Sorrentino e l’interpretazione (e la regia teatrale) di Toni Servillo, affiancato da Anna Bonaiuto: un ensemble d’eccezione che attualizza un grande classico senza tradirlo, sulle assi del Mercadante di Napoli.

A seguire alle 23.30, una breve divagazione extra moenia: per rimarcare il carattere internazionale della ricorrenza teatrale: il documentario in prima visione “Nuovo teatro in Kosovo”, dedicato al teatro in “stato di guerra” ed in particolare al giovane drammaturgo già internazionalmente apprezzato, Neziraj, che nelle sue opere affronta le contraddizioni di un Paese segnato dalle divisioni politiche e religiose.

Il ciclo dedicato a Napoli si conclude infine il 3 aprile con un doppio appuntamento dedicato alla drammaturgia partenopea contemporanea e alle contaminazioni che ne vivificano la produzione: “Statue unite” di Eduardo Tartaglia e “Chiove”, adattamento curato da Enrico Ianniello di “Plou” del catalano Pau Mirò.

 

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