I programmi di Rai 5
Q.B. All’estero quanto basta
Dal 29 marzo il venerdì alle 22.15

Torna il reportage gastronomico-culturale con Natascha Lusenti e per la regia di Monica Gambino, in onda su Rai 5 dall’autunno 2010. Sei nuove puntate da mezz’ora ciascuna che raccontano sei città europee nell’estate dello spread e del futuro incerto dell’euro. Protagonista è ancora la gastronomia, chiave privilegiata per scoprire la tradizione, la cultura, la storia dei popoli che vogliono fare l’Unione europea. Natascha Lusenti incontra i migliori chef, scova i luoghi dove mangiare i piatti del territorio, ci accompagna alla scoperta del cibo di strada e incontra persone che ci raccontano come si sono inventati una vita a partire dalla passione per il cibo o come la crisi ha cambiato il loro modo di vivere e di lavorare. A volte in meglio!
Oslo
Nella capitale del terzo Paese più ricco del mondo scopriremo l’emozione di visitare una città dove l’architettura contemporanea è quasi una missione di vita, aspettando l’apertura del nuovo Museo dell’arte moderna firmato Renzo Piano e destinato già ad essere il nuovo edificio più bello del Terzo millennio. Frutti di mare dalla carne particolarmente gustosa a causa dell’acqua fredda del Mare del Nord e una giornata al parco in mezzo alle centinaia di statue scolpite dallo scultore più famoso della Norvegia, che ha dedicato il suo capolavoro alle miserie e alla gioia della condizione umana.
Varsavia
La capitale del Paese che più di tutti ha beneficiato dei fondi europei e che è in controtendenza rispetto alla crisi economica non è solo quella che abbiamo conosciuto durante i campionati europei di calcio. Varsavia è giovane, intraprendente e fiera del suo passato che finalmente recupera e rivendica, dopo gli anni del comunismo e della transizione. Tra nostalgia di aringhe e vodka a prezzi calmierati e la voluttà della tartare, un pezzo di Russia ormai orgoglio della nazione, conosceremo Marie Curie, la polacca più famosa della storia, e il nuovo museo interattivo dell’Insurrezione, che racconta della resistenza alle truppe tedesche di Hitler.
Bruxelles
Una città innamorata del cibo e dell’Europa e per questo noi la amiamo. La nostra capitale è attraversata dalle bandiere blu con le dodici stelle d’oro che rappresentano l’Unione europea, dal vento e dalla passione per le cozze e le patatine fritte, per il cioccolato, per una birra che non sa di birra e che è uscita direttamente dai quadri di Brughel che si produce ormai in un unico birrificio che usa macchinari e strumenti del 1800. Scopriremo qual era uno dei ristoranti preferiti da Romano Prodi negli anni in cui era presidente della Commissione europea e visiteremo il Museo del fumetto. Perché in Belgio Tintin e compagni sono materia di insegnamento nelle scuole e sono i protagonisti della nona arte.
Bilbao
L’ex città industriale che era una delle capitali dell’industria navale si è inventata un nuovo destino a partire dal Museo Guggenheim progettato da uno dei più grandi architetti del mondo, Frank Gehry, che con il suo capolavoro ha aperto la strada a una riqualificazione edilizia di tutto il territorio urbano. Tanto che nel mondo si parla ormai di un “effetto Bilbao”. Senza dimenticare il piacere della gastronomia, nella città che prova a insidiare il primato di San Sebastian, tra pintxos, le tapas dei Paesi Baschi, baccalà e un ristorante in cui si entra come Alice nel Paese delle meraviglie.
Monaco
Capitale della locomotiva tedesca. La Baviera non risente della crisi economica ed è famosa soprattutto per la birra ma anche per le salsicce bianche, condite con spezie e che si mangiano bollite, anche per colazione, magari in uno dei bar preferiti dagli universitari. E tra i piatti della tradizione ci sono anche le salsicce di maiale, biologico e a chilometro zero, da mangiare ai tavoli prenotati da anni, nello stesso ristorante e insieme agli amici di sempre. La città ospita il Museo della scienza e della tecnica più grande del mondo, visitato ogni giorno da turisti e da studenti e che abbiamo voluto vedere anche noi.
Strasburgo
Un itinerario tutto gastronomico nella città che si sente fiera di aver preso il meglio dalla Francia e il meglio dalla Germania, quindi stile e gusto francesi e razionalità e intraprendenza tedesche. A Strasburgo si parla una lingua che non nasconde le radici teutoniche ma gli abitanti si considerano francesi al cento per cento, sfidando le ragioni della storia. Forse anche perché l’inno nazionale La marsigliese è stato scritto proprio qui. Tra un pane di spezie che deve qualcosa alla Toscana e a Roma e il tripudio del foie gras d’oca, vero orgoglio regionale, scopriremo un pezzo di Vietnam alla ricerca dell’umami, il quinto sapore, cioè l’armonia tra i quattro a cui siamo abituati: dolce, salato, amaro e aspro


