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31 maggio
 

RAI5 - GHIACCIO BOLLENTE

Get up stand up – The story of pop and politics: Next Stop Is Vietnam

La Guerra in Vietnam e il movimento di contestazione del ’68 in Europa e in America segnano indelebilmente l’identità politica di un’intera generazione. La serie “Get up stand up – The story of pop and politics”, nel secondo episodio in onda martedì 31 maggio alle 23:30 su Rai5, indaga i molteplici fattori sociali della cultura giovanile e della sua passione per la musica, divenuta forma espressiva per eccellenza dei movimenti pacifisti, oggi come allora.

Dai primi cantautori americani ai grandi eventi di mobilitazione civile, da Woody Guthrie a Bob Dylan, dalle marce di protesta ai concerti per Nelson Mandela, la musica leggera non è solo “canzonette”: il pop può essere molto di più. La serie “Get Up Stand Up – The Story of Pop and Politics” spiega perché ricostruendo il rapporto tra musica e politica e i loro 50 anni di storia assieme.

Dalla seconda metà del XX secolo la cultura pop spesso ha avuto il coraggio di usare il potere e l’influenza conquistati. La musica è un autentico linguaggio universale, capace di suscitare ed esprimere le emozioni più profonde, quelle che le parole da sole non riescono a comunicare. Affidare “messaggi” alla musica significa impregnarli di quella carica emotiva che ne accresce la forza d’urto e arriva ad un pubblico vastissimo

 

1 giugno
 

RAI5 - GHIACCIO BOLLENTE

BlondieBehind the music revisited

Sono stati capaci di combinare la ruvidezza del punk con i ritmi della disco-music. Il loro crossover di generi diversi è diventato subito di grande successo; le loro hit oggi sono diventate grandi classici. È dedicato ai Blondie, la band newyorkese che spopolò nei tardi anni ’70, il documentario “BlondieBehind the music revisited” che Rai Cultura propone mercoledì Primo giugno alle 23:45 su Rai5. Nel filmato si possono apprezzare pezzi quali Hanging On The Telephone, Maria, Heart of glassOne Way Or Another, fra gli altri. La storia della loro carriera è qui raccontata dall’abile regista Joey Ramone, che ha raccolto interviste dei membri della band e filmati originali delle esibizioni degli anni 70 e 80.

Capeggiati da una travolgente Debbie Harry –la “Marylin Monroe del punk - e dal suo innamorato Chris Stein (poi divenuto anche suo marito), i Blondie hanno animato le serate del Cbgb’s con i compagni di avventura underground della scena new wave newyorchese, come Talking heads, Television e Ramones. La loro peculiarità rispetto agli altri, però, è proprio la contaminazione e la ricerca musicale che di fatto ha dato origine al disco-punk, un genere che ha influenzato intere generazioni di gruppi synth-pop delle epoche successive.  

 

2 giugno
 

RAI5 - GHIACCIO BOLLENTE

Fletwood Mac  - Parte 01

La performance della rock band anglo-americana registrata nel 2003 a Boston durante il tour “Say You Will”. Il documentario “Fletwood Mac”, che Rai Cultura propone in due parti a partire da giovedì 2 giugno alle 23:45 su Rai5,  riprende questo energico live che regala al pubblico brani quali Rhiannon, Big Love e altre perle tratte dall’album di maggior successo della band, Rumors, quali The Chain e Goldust Woman.

Difficile tracciare un profilo di questa band che ha conosciuto profonde trasformazioni, sia musicali che di formazione. La svolta arriva nel 1975 con l’entrata della coppia Stevie Nicks e Lindsay Buckingham, al fianco di Chrstie McVie, John McVie e Mick Fleetwood. Inizia così una nuova fase per la band, caratterizzata non più dal blues-rock degli esordi, ma da un soft rock con echi folk.

I Fleetwood Mac sono conosciuti soprattutto per la loro “trilogia perfetta”, ossia un’infilata di 3 album eccelsi: Fleetwod Mac (1975), Rumors (1977) e Tusk (1979), che alcuni considerano la pietra filosofale del pop-rock. La dimensione melodica raggiunge una dimensione pressoché ineccepibile e gli elementi della scrittura si bilanciano a vicenda con cura estrema; la produzione si fa scintillante, in grado di esaltare tutti i timbri.

 

3 giugno
 

RAI5 - GHIACCIO BOLLENTE

Taste - Live at the isle of Wight

La storia non ha reso giustizia agli irlandesi Taste capitanati da Rory Gallagher, che avrebbero forse meritato di essere conosciuti al grande pubblico come uno dei “Power Trio” più incendiari di tutti i tempi, all’altezza dei Cream e dei Jimi Hendrix Experience. Lo racconta il documentario “Taste - Live at the isle of Wight”che Rai Cultura propone venerdì 3 giugno alle 23:30 su Rai5.

Durarono poco, solamente pochi anni a cavallo tra i '60 ed i '70, lasciando però un segno indiscusso con il loro rock –blues che oggi appare più fresco che mai, viscerale e imprevedibile. Raggiungono l’apice della notorietà proprio con il concerto all’Isola di Wight, e non è difficile capire perché:  Rory Gallagher davanti al suo pubblico diventava tutt’uno con la sua musica e con la sua stratocaster, raggiungendo vette altissime. Quell’anno, il 1970, al Festival dell’Isola di Wight c’era anche Jimi Hendrix in cartellone. Quando un giornalista gli chiese come ci si sentisse ad essere il migliore chitarrista di tutti i tempi, Hendrix, che aveva appena visto i Taste in azione, rispose: “non saprei, dovreste chiederlo a Rory Gallagher.”

 

4 giugno
 

RAI5 - GHIACCIO BOLLENTE

Umbria Jazz - Richard Galliano New York Quintet

Dal palco del Festival di Umbria Jazz 2015, il fisarmonicista Richard Galliano con il suo New York Quintet: Mark Feldman  al Violino, Gil Goldstein  al Piano Fisarmonica, Scott Colley al Contrabbasso,  Clarence Penn alla Batteria. È il documentario che Rai Cultura propone sabato 4 giugno alle 24:00 su Rai5.

Nella musica di Galliano possiamo ritrovare quel gusto ricercato proprio della migliore musica francese, da Marin Marais a Claude Debussy, aromi popolari e valzer da bistrot, e naturalmente gli echi della chanson française, viste le collaborazioni di Galliano con Juliette Greco e Claude Nougaro. Il tutto sapientemente intrecciato con il suo gusto per il jazz, dal modale allo swing, ed il tango nuevo di Astor Piazzolla di cui Galliano è stato un allievo prediletto.

Un grande Maestro dal "french touch", che ha il merito di aver restituito la fisarmonica al jazz, definita da Galliano "un gran coda con le bretelle".