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Mercoledì 21.15

Prima che Caravaggio fosse costretto a fuggire, quando ancora Annibale Carracci non era sprofondato nella sua malinconia e Rubens sembrava spalancare il paradiso stesso alla pittura, giunse a Roma colui che avrebbe esteso le loro rivoluzioni alla scultura e all’architettura, aprendo una fase nuova per la storia dell’arte occidentale.

Gian Lorenzo Bernini era nato il 7 dicembre del 1598 a Napoli, dove suo padre Pietro – che era uno scultore fiorentino, uno dei migliori dell’ultimo manierismo – lavorava per il viceré e per le principali chiese della città. Quando i ricchi cantieri aperti da papa Paolo V Borghese attirarono Pietro a Roma, suo figlio aveva poco più di sei anni.

Un esordio precoce, un incontro folgorante col cardinal nipote Scipione Borghese e, subito, il successo. È nei suoi vent’anni quando fa le statue per la villa fuori porta del cardinale; ne ha 27 quando finisce uno dei più celebrati capolavori della scultura di tutti i tempi, l’Apollo e Dafne.  E già attorno al 1630 la sua scultura sarà così importante e innovativa da dettare la linea anche ai pittori, e per oltre cinquant’anni.  Dal Baldacchino al Colonnato di San Pietro, dai busti ai ritratti pittorici, da Santa Bibiana a Sant’Andrea al Quirinale, dall’Estasi di Santa Teresa al corpo morente della Beata Ludovica Albertoni,  nelle otto puntate seguiamo l’intero percorso artistico del padre del Barocco, scultore, pittore, architetto.

La lettura critica delle opere si integra con il contesto storico, con lo sguardo alla produzione artistica del suo tempo, con la relazione con gli spazi della città, con le testimonianze dei suoi contemporanei.

Una narrazione in profondità, che trasferisce nel linguaggio televisivo le risorse della storia dell’arte e si appoggia a una fotografia che si fa indagine visiva delle opere. L’autore, Tomaso Montanari, è sul posto, accanto all’opera, è lì per noi, per gli spettatori, e noi lo seguiamo passo passo in questo suo viaggio in otto tappe nell’arte e nella vita di Gian Lorenzo Bernini. 
 
Regia – Luca Criscenti
Fotografia – Francesco Lo Gullo
Montaggio – Massimiliano Cecchini